Get Adobe Flash player

3 L’ultima previsione

L’ultima previsione la vidi qualche anno fa
perché dovevamo vivere un giorno celeste
senza atmosfera e senza contorno
da ricordare per sempre

Presto tornerò dentro ai tuoi occhi chiusi
come una falena apparsa nell’armadio
come qualcosa visto stanotte e dimenticato
come i tuoi vestiti che sono pensieri indelebili

Da spogliare con una canzone
che ho ricominciato a comporre
mentre ogni giorno che passa allunga
il tuo ultimo respiro

La maniglia della porta sussurra
i tuoi passi avvicinarsi
Il paese fuori si compone
in un sogno stregato

Addormentarsi è chiamare
la tua immagine per nome
e senza risposta cadere
nel sortilegio

Sei ancora il mio specchio
che vive se non vedo.

4 Ho cucito la tua ombra a quel giovane albero

Ho cucito la tua ombra a quel giovane albero
ogni giorno dalla finestra chiusa ti guardo
con le mani sul calorifero tiepido
ti ho scacciata dalla casa

ma le stagioni tornano a mostrarti
con le tue vere vesti
fiori frutti foglie secche
ed infine un buio pomeriggio

tu
che sei la poesia.

5 Ex Tango

Abbi cura di te
ma ora portami a casa
perché il vestito si rovina
e stanotte il mio sangue
è fatto dei tuoi occhi
e me lo spieghi domani

Le mani di Chopin
il vestito è irrilevante
il diapason coi tacchi
c’è tempo e ridiamo
c’è tempo e piangiamo

Non so dove portarti
notte di corallo
e io sono scalzo
m’hai trovato lì

Ero il fazzoletto d’erba
dove l’animale esausto
comincia a morire.

6 Believe

Applicazioni pensanti a cui puoi unirti
con carni stampate che conterranno l’universo
e 50 milioni di utenti single nell’alveare

dove il tutt’uno si vomita lentamente
fuma via, sudicio, nel cielo crostoso
brulica e ti soffoca invisibile

la fantascienza prende corpo
nella rete elettrica
nessuno l’aveva mai dipinta
ma ciò che delude detiene
il massimo potere

il collettivo è avido
di evacuare ogni intimo segreto
mentre la fognatura ci persuade
a buttarci anche noi
lì dove abbiamo gettato
tutto.

7 Oltremare

Ogni persona è logorroica demenza
il serpente ha invertito la saggezza

Il mercato è filosofia orientale
ammetterlo è il calice amaro moderno
“Essere individui annerisce la felicità”

Verità ch’era meglio occulta
piùttosto che ingozzata
nella bocca dei maiali
che ora sbavano sulla folla
l’estetica del nulla chiaroveggente

Oh, pare gommapiuma l’ego che vedi
ficcato nelle conchiglie vuote
a smorzare un suono già sottile

ma tu
appoggiami l’orecchio al labbro
sentirai
il mare che respira.

8 Consenso

I tuoi seni si snodano
sui mondi del mio fiato
ti spogliano i miei occhi chiusi
dove ti raccogli
lì si enumera l’implosione delle carni

chiamami, imprecami
la mia cabina è guardinga dall’eccelso
vagina scandita nei movimenti
dilatava e ora musica è l’interno
sputa calda lotta e giace presa
chi soggiunge altro patisce l’esilio da te

guardami, squadrami
sai dove sono e chiudi le incisioni
se ti scopro mi dissolvo, se questo è l’uomo?

dividimi, divorami
qui l’uno è cavità d’arrivarti
ti stendo lunga, avanti si disegna un aroma lunare
assolo funebre entra in te e si nasconde

d’ora in poi tu piena
esarginata
molle

chiara distesa digerisci l’amore.

9 Deneb

Rinvenire per un filo d’aria
che si adagia d’argento sulla veglia
ti rimesta piano e riappari alla notte

Umido e tiepido è il buio stellato
piange la vastità di un defunto assoluto

Il mormorare di canali celesti ci raggiunge
le loro conseguenze sono neri, densi spazi
una stagione di geometrie magnetiche
che vibrano remotissime, familiari

È una nostalgia che riprende il suo odore
riacquista il suo peso, la sua fatica
ambigua e liquida ricopre il tempo
fotografa pensieri senza luce

In un eterno ritorno
che ti strappa alla vecchiaia
ti persuade ai ricordi
ti tortura con lo specchio
che ti mostra lontano

E l’amaro abbandono
di sentirla che rinasce:
Estate è un gioco lieve
un canto di frammenti
sirena che si bagna
la pelle dopo il giorno

E noi rimasti
fragranti di ricordi
ammaliati e distanti
parlando un po’ da soli
per farci compagnia

Ed ora nel silenzio
il lievito del silenzio
il Cigno estivo
immobile ci attraversa

10 Sì, ero

C’è tutto l’odore
nel siero
tutto il sapore
tutto il biancastro
il siero stilla dai capoversi

Verso sera un brodo di pioggia
assonnato il buio si distoglie
una mano dalla porta
tasta fuori nell’ombra
qualche goccia inattesa

Le altitudini piovono
da immense ferite
sangue angelico
chiarificato

Tu eleva questi occhi
chi sanguina ti osserva
dai campi scuri
di ore abbandonate

Infine il firmamento
s’adagia sulle case
e a noi piace sentire
pulito suono di vento.

11 Miniera

Stanze ricoperte dalle acque
di tuoi desideri sibillini
stanze che accolgono buie
rincasati passi

di me che quotidiano
ripercorro e dissotterro
lampi di specchio orfani
della tua spiegazione

e tu ora
mi chiedi il destino
quella voce che ci ascolta
quei giorni tolti alla vita

di nostri respiri
rimasti parallelli
sotto una polvere
materna

che poi ora tu
ti rigiri nel lenzuolo
dentro a quelle curve
che fa lo sguardo
preso dal sonno

in quei ricami
dove avvertiamo
la mano di una notte
che invisibile ci accade

1 Strano Modo per Dirti

Strano modo di dirti
Che vuoto a dilatarmi
L’acqua evaporare
Aver sete infeltrire
Nel folto interiore
Acquario di promesse
Rosse secche da tempo

Ermetico non dire
Soffro e strampalato
Stridere spezzare la voce
Senza un che d’apparente

Una parola spruzzare
Tu la lingua fuori
Lei che schizza intorno
A dissetare l’altrove

Lascia quello strato
Di silenzio sospeso
Speziato dalla luce
Del dopo la pioggia

Un telegramma rimasto nel filo
Un pigiama che non va
Più bene a nessuno
La quasi vecchiaia
La non proprio vecchiaia
La lucida morente epoca
La polvere sulle pentole

Mentre il dopo non è niente
Il dopo fa solo
Dimenticare
Il dopo è ore che spariranno

Tutto il bello
Godibile solo
Da qui appassito
Immaginando berlo
Con te.