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9 Deneb

Rinvenire per un filo d’aria
che si adagia d’argento sulla veglia
ti rimesta piano e riappari alla notte

Umido e tiepido è il buio stellato
piange la vastità di un defunto assoluto

Il mormorare di canali celesti ci raggiunge
le loro conseguenze sono neri, densi spazi
una stagione di geometrie magnetiche
che vibrano remotissime, familiari

È una nostalgia che riprende il suo odore
riacquista il suo peso, la sua fatica
ambigua e liquida ricopre il tempo
fotografa pensieri senza luce

In un eterno ritorno
che ti strappa alla vecchiaia
ti persuade ai ricordi
ti tortura con lo specchio
che ti mostra lontano

E l’amaro abbandono
di sentirla che rinasce:
Estate è un gioco lieve
un canto di frammenti
sirena che si bagna
la pelle dopo il giorno

E noi rimasti
fragranti di ricordi
ammaliati e distanti
parlando un po’ da soli
per farci compagnia

Ed ora nel silenzio
il lievito del silenzio
il Cigno estivo
immobile ci attraversa

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