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La Chiarezza Possibile

Ore ovunque
l’ultima volta viste
nelle lancette
o pure nelle piante
senza bisogno di tempo,
combustione che misura
sbottonarsi la materia

A volte l’aria fredda (lì, 26 novembre)
convinta all’apatia del senso
chiarezza snello conforto
che spartisce per piacere
piacere come ferire
(si fa per amore
d’esistere a malapena
o forse neppure
nella testina che salta su di un
disco rotto di memorie,
biologicamente poesia lì per lì
ma pomeriggio duro come sassolini
immangiabili che ammorbidiscono quando
ti chiedono “andiamo?”
(chiudere parentesi è uno spreco
meglio è cucirsi i vestiti
meglio è vestirsi nel sonno
sgominare gli orologi
dalla malattia di aver sentimenti
dalla malattia di non averne
mutare di tormento
cura organo malinconia
diluentemente ad attendere
come sorgente calda
che tu ci metta i piedi
o no
che tu ci creda
o no

(ore ovunque sempre)

Mentre raffredda
il volto delle nuvole
indicate a passo d’uomo

La chiarezza della poesia
è un volo di betulle)

gesticolare il tuo silenzio)