4 – Sale Quantico Basta
Mi attraversa con l’ombra un’orbita pesante
come il suggerimento della Luna che ovunque arriva
la sua gravità, mistero di chi è attirato
voglia cupa di chi esterno si pone
Io dove sei
smorfia celeste dedicata a
proponimenti di reset agnostici nella disturbata configurazione planetaria
Vento sferico, privo d’espansione e pieno di amori cupi
insonne taglio nell’atmosfera il paradiso
da cui esco
Per dormire, congelare
sferzato dalle aurore spaziali rugiada di gas radioattivi
e nel buio interrogativo tornare a sentire
Odore falso
reflusso gorgogliante di simulacri nella digestione panica
gas umano che diffonde, cancrena e rimorso
il nodo fulgido della decisione conseguente al terrore
È il corpo squartato alle anime, ò, egotomia!
traino lento verso le ore
drammi metallici
segmenti di muscoli ingranaggio ed è
Tossica inglobazione osservare
tubi di carne geotermici
vagine di orrore
da cui mi guardi?
Rossa ed immobile
sanguinamento delicato
alimento della mia profondità irrinunciabile
Rossa ti distanzi
nella tensione superficiale
le tue zampe luminose increspano
il mio commosso paesaggio
dal tuo ribaltato universo io so
Che mi guardi
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